Bambini – merci (Viareggio 29/06/09: La tragedia degli innocenti)

La strada maledetta…

La strada maledetta…

Mazzi di fiori
al posto di sorrisi innocenti!
Nel giardinetto
il piccolo parco giochi
abbandonato per sempre
dalle manine minute,
assieme alla speranza,
assieme a qualsiasi sogno
che non sia un gelo immenso
che pietrifica
dopo i corpi
qualsiasi
seppur lieve
parola.
Dove sono i mostri?
Sopravviveranno certo
in libertà come sempre!
Resterà,
dopo gli uomini,
solo l’orrore

dei bambini-merci!

Uomini – merci (Viareggio 29/06/09: la strage)

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La strada maledetta… 

La fiammata,
il respiro interrotto.
Cristi scolpiti
dal fuoco ribelle,
i sogni spezzati
per sempre…
Si respira ormai fuoco.
Non ci sono più Natali,
non ci sono più desideri,
non c’è ormai più bisogno dell’acqua…
non c’è più la vita!
Solo corpi ustionati
solo cucce devastate.
Non è rimasto niente!
Su cosa si può sperare
ormai
su cosa si può urlare
non c’è rimasto niente…
Si respira solo il fumo.
Una moderna Sant’Anna:
anche quaggiù

 solo uomini – merci…
ormai

Il dinosauro… (Viareggio 29/06/09: lo scempio)

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La strada maledetta…

Pareti spezzate
ossa bruciacchiate,
il profilo sinistro
del dinosauro
dalle ruote arrugginite.
Dove siete
speculatori spavaldi,
mentre il fuoco
spela bambini
e gattini,
mentre il fuoco
carbonizza
anche i sogni?

D’indaco…

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D’indaco scaglie
mischiate al rosa
ed al più rosso acceso
all’orizzonte
di questa primavera
per me
già sera.
Perso
per momenti soli
mi ritrovo nell’aria
tersa
e nell’alone
di questa Luna
sfumata di ghiaccio,
e di nuovo
a pensare a ritroso
mentre la vita
prepotente mi strattona
e mi trascina oltre
ove non oso.

Titano del passato

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Proprio mentre mi danno
E m’interrogo
Carnefice del rimpianto
Carezzo piano
Le piaghe
Che sanno
E srotolo giorni
Mesi pensati
Anni passati
Un profumo sottile penetra
Mentre assaporo le parole
E guardo lieve le bugie
Mi racchiudo triste
Salgo in soffitta
Quando passa il fantasma
Ad aprire
Della memoria i forzieri
A sangue frusto i destrieri
Tendo le redini
Facchino del ricordo
Mi destreggio sulle schiene
Coperte di schiuma
Ai fremiti della pelle m’abbandono
E allo sguardo immobile

Che Titano del passato
Lontano penetra