Il sole come pelle…

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Sul tappeto morbido e setoso
di granelli poggiati sull’eternità
ti muovi sottile nel pensiero
sinuoso dell’arrivo lontano.

Con rivoli di densa umida speranza
pressi potente
quel velluto che si apre
leggero e prepotente
padrone e schiavo assieme.

Tendini come corde tese
d’una viola assetata,
sparano energie
ormai pensate
che già supine or si chinano

a quell’arrivo solo
che asciuga rivoli di fatica
ed esplode in orgasmo
e frantuma negli occhi
innumerevoli frammenti
di un lontano arcobaleno.

Mai così vicino…
il sole sulla pelle!

(A Paolo Barghini, Campione del deserto)
(Sahara Race 2009)

Così, forte, voglio amarti

(Quadro di Omar Biagi “Lenny″)

(“Lenny” Dipinto di Omar Biagi)

Così
forte
voglio amarti
che le nostre pelli rimangano
per sempre impigliate.

Così
forte
voglio amarti
che le mani anneghino
senza il tuo corpo.

Così
forte
voglio amarti
da percepire tutto soffuso
al di là della tua voce.

Così
forte
voglio amarti
da far dimentiche albe e tramonti
perso nei tuoi contorni.

Così
forte
voglio amarti
da sospendere il respiro
per ogni tuo sospiro…

Apache

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       (Dipinto di Omar Biagi “Senza titolo” cm 100×100)

 

I tuoi contorni
il tuo profumo di Luna
nei profili scuri
l’argento che sfuma
la pelle liscia d’ambra
la bocca di miele scura
il tuo desiderio
che tutto mi freme
che esplode negli occhi
ancor prima che sulla pelle
le tue braccia
le unghie come lame
mi abbandono
dell’anima
spoglio
ed un fremito
il corpo
da padrone

D’indaco…

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D’indaco scaglie
mischiate al rosa
ed al più rosso acceso
all’orizzonte
di questa primavera
per me
già sera.
Perso
per momenti soli
mi ritrovo nell’aria
tersa
e nell’alone
di questa Luna
sfumata di ghiaccio,
e di nuovo
a pensare a ritroso
mentre la vita
prepotente mi strattona
e mi trascina oltre
ove non oso.

Intimamente

Sono quello di tutti,
prostituto dell’Amore
per un grammo
d’affetto.
Non l’ho avuto
quando avrei dovuto.
Non l’ho meritato mai,
m’han fatto sapere!
L’ho elemosinato sempre,
sono arrivato a vedere.
Sono il prostituto dell’Amore.
Sono la puttana
del sentimento,
dello sguardo nascosto
reso solo alla luce del Sole.
Sono lo strappo
dell’anima.
Sono e non,
ne ho la certezza,
ne ho consapevolezza.
Sono la meretrice,
sono il gay,
sono la sfinge del sentimento.
Sono lo strappo,
purtroppo
d’un’umana follia!