D’indaco…

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D’indaco scaglie
mischiate al rosa
ed al più rosso acceso
all’orizzonte
di questa primavera
per me
già sera.
Perso
per momenti soli
mi ritrovo nell’aria
tersa
e nell’alone
di questa Luna
sfumata di ghiaccio,
e di nuovo
a pensare a ritroso
mentre la vita
prepotente mi strattona
e mi trascina oltre
ove non oso.

Intimamente

Sono quello di tutti,
prostituto dell’Amore
per un grammo
d’affetto.
Non l’ho avuto
quando avrei dovuto.
Non l’ho meritato mai,
m’han fatto sapere!
L’ho elemosinato sempre,
sono arrivato a vedere.
Sono il prostituto dell’Amore.
Sono la puttana
del sentimento,
dello sguardo nascosto
reso solo alla luce del Sole.
Sono lo strappo
dell’anima.
Sono e non,
ne ho la certezza,
ne ho consapevolezza.
Sono la meretrice,
sono il gay,
sono la sfinge del sentimento.
Sono lo strappo,
purtroppo
d’un’umana follia!

Come incendiate il cielo…

Come incendiate il cielo
così il cuore suo
che da troppo tempo inseguo

come adombrate il sole
così gli occhi  miei
che con altri, vederla non possa

come seguite il passo suo leggero
così costringetemi, incatenatemi
che dal raggiungerla sia impedito

come solleticate all’alba le ciglia sue
così spargete cenere
per sempre
sulla memoria mia…

Immagine…

Tu

come l’acqua e l’aria,

m’appartieni

Arriva la sera

Arriva la sera
ed ha il tuo sorriso,

sbircio un peschereccio
ed ha il tuo sorriso,

annuso Madre Terra
ed ha il tuo sorriso,

mischio le carte
rilancio, bleffo
e finalmente
ritrovo il tuo viso.